San Giorgio - Guardie Ecologiche Volontarie - Palermo

San Giorgio Cavaliere, proteggi noi, tue devote Guardie e spazza via dalla nostra strada i nostri nemici ! A te la gloria e l'onore del nostro buon operato.

Il racconto
 
San Giorgio uccide il drago raffigurato su un quadro di Raffaello. La Legenda Aurea, scritta dal vescovo di Genova Jacopo da Varagine, fissa la sua figura come cavaliere eroico, che tanto influenzerà l'ispirazione figurativa degli artisti e della fantasia popolare.
Essa narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi era un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte.
Un giorno fu estratta la giovane figlia del re, la principessa Silene. Questi terrorizzato offrì il suo patrimonio e metà del regno, ma la popolazione si ribellò, avendo visto morire tanti suoi figli. Dopo otto giorni di tentativi, il re alla fine dovette cedere e la giovane si avviò verso lo stagno per essere offerta al drago.
In quel momento passò di lì il giovane cavaliere Giorgio, il quale saputo dell'imminente sacrificio, tranquillizzò la principessa, promettendole il suo intervento per evitarle la brutale morte. Quando il drago uscì dalle acque, sprizzando fuoco e fumo dalle narici, Giorgio non si spaventò e lo trafisse con la sua lancia, ferendolo e facendolo cadere a terra.
Poi disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente come un cagnolino, verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».
Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago e lo fece portare fuori dalla città trascinato da quattro paia di buoi.
 
La leggenda era sorta al tempo delle Crociate, e probabilmente, fu influenzata da una falsa interpretazione di un'immagine dell'imperatore cristiano Costantino, trovata a Costantinopoli, in cui il sovrano schiacciava col piede un drago, simbolo del «nemico del genere umano».
La fantasia popolare ricamò sopra tutto ciò, e il racconto, passando per l' Egitto, dove San Giorgio ebbe dedicate molte chiese e monasteri, divenne una leggenda affascinante, spesso ripresa nell' iconografia.
San Giorgio non è l'unico personaggio che uccide un drago: anche ad altri le leggende riconoscono simili imprese, come ad esempio in Italia San Mercuriale, protovescovo e patrono di Forlì, spesso raffigurato nell'atto di uccidere appunto un drago. È facile anche confondere san Giorgio, soprattutto nelle icone greche, con San Demetrio: le differenze tra i due santi sono, sempre per quanto riguarda l'iconografia greca, il colore del cavallo (Giorgio lo ha bianco, Demetrio nero) e il "bersaglio" del cavaliere (Giorgio uccide un drago, Demetrio un moro). Anche San Teodoro martire d'Amasea nell'iconografia è rappresentato a cavallo o a piedi in atto di uccidere un drago o un serpente.

Grande venerazione riscosse il sepolcro del martire e le sue reliquie furono trasferite, probabilmente durante l'invasione persiana all'inizio del VII secolo o, poco dopo, all'arrivo dei misulmani in Palestina.
Nel Medioevo la lotta di san Giorgio contro il drago diviene il simbolo della lotta del bene contro il male e per questo il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali. La leggenda del soldato vincitore del drago contribuì al diffondersi del suo culto che divenne popolarissimo in Occidente ed in tutto l'Oriente bizantino, ove è per eccellenza il «grande martire» e il «trionfatore». Rapidamente egli divenne un santo tra i più venerati in ogni parte del mondo cristiano.
Vari Ordini cavallereschi portano oggi il suo nome e i suoi simboli: Ordine dei Cavalieri Normanni, l'Ordine della Giarrettiera, l'Ordine Teutonico, l'Ordine Militare di Calatrava, il Sacro Ordine Militare Costantiniano di San Giorgio, e molti altri.
Il nome di san Giorgio era invocato contro i serpenti velenosi, la peste, la lebbra e la sifilide e, nei paesi slavi, contro le streghe.
A testimonianza dell'ampia diffusione del culto di san Giorgio sono le numerossissime chiese dedicate al suo nome.
La festa liturgica si celebra il 23 APRILE. La sua memoria è celebrata in questo giorno anche nei riti siro e bizantino. Viene onorato, almeno dal IV secolo , come martire di Cristo in ogni parte della Chiesa.
Nel 1969 la Chiesa cattolica declassò il santo nella liturgia a una memoria facoltativa, ma la devozione dei fedeli è continuata.
Dal 1996, dietro autorizzazione ecclesiastica, san Giorgio è il Santo Protettore delle "Guardie Particolari Giurate" e delle "Guardie" in genere.

La "Dottrina Segreta"

Storicamente, è un soldato della guardia del corpo di Diocleziano che avrebbe liberato da un dragone la figlia di un re. Il suo culto ebbe una straordinaria diffusione in Oriente ed anche in Occidente. Il nuovo calendario romano universale ne ha conservato la festa il 23 Aprile, come memoria ad libitum. Più che sotto il martirio, viene rappresentato a cavallo, armato di corazza, scudo e lancia, mentre infilza il drago. Come S.Michele, è un personaggio santificato, un eroe degnificato, una potenza portata all'apoteosi. Con nome diverso, lo si trova in tutte le mitologie. È dotato di una potenza virginea, di una innocenza tanto forte da poter polverizzare il mondo. Egli rappresenta l'energia celeste, asessuata ed invincibile, che abbatte i ribelli. Lo troviamo altrove come Bel contro il Drago, Apollo contro Pitone,, Krishna contro Kaliya, Osiride contro Tifone, ecc. Anche Michele gli assomiglia nella sua lotta contro il Serpente. Vincitore del drago è colui che supera tutte le tentazioni, Figlio del Serpente è colui che abbandona la vecchia pelle per rinascere in un nuovo corpo, saggio ed immortale. È il protettore dell'Inghilterra. Per la cristianità, la uccisione del drago e la difesa della vergine contro il mostro, rappresentano la vittoria del martire sul paganesimo. Morì suppliziato da una ruota con punte di ferro, ed a lui è consacrato il cavallo, poiché egli fu un guerriero.